Strumentazione tecnica

Restauro delle vetrate

L’esecuzione perfetta scaturisce dall’analisi, dalla padronanza tecnica e dalla sinergia degli strumenti

Le vetrate artistiche sono costituite da lastrine di vetro policrome, dipinte con grisaglie e velature e legate tra loro mediante listelli di piombo. I vari pannelli così costituiti sono poi montati su un telaio e fissati alle finestre con un sistema di sbarre metalliche.

Le vetrate, quindi, sono manufatti polimaterici esposti a ciò che comunemente si definisce il degrado del tempo. In realtà con il termine generale di degrado si intende una serie di fenomeni molto complessi, di modifiche e decadimento dei materiali il cui procedere è determinato dalla qualità dei materiali stessi e dall’ambiente di conservazione in cui si trovano.

L’acqua, sotto forma di umidità, di pioggia o di condensa, è sicuramente il peggior nemico del vetro e la sua pericolosità è enormemente condizionata dall’equilibrio microclimatico esistente all’esterno e all’interno dell’edificio in cui si trova la vetrata. Temperatura, grado di umidità, ventilazione, irraggiamento solare diretto, esposizione alle intemperie e tutte le variazioni di questi parametri nel corso della giornata o dell’anno possono accelerare o viceversa rallentare drasticamente il processo di decadimento. Anche l’aumento del traffico urbano e delle emissioni inquinanti possono accelerare il processo di degrado delle vetrate.

Il vetro è un materiale molto duro – difficile da graffiare – rigido – non si piega – ed estremamente fragile. Nelle grandi vetrate antiche il vetro è sicuramente un componente debole dal punto di vista meccanico. Infatti il complesso sistema della vetrata è sempre soggetto a tensioni che possono essere continue oppure occasionali, come quelle dovute all’azione del vento o della grandine, ma anche ad urti più o meno accidentali. Se le tensioni non sono ben scaricate sulla struttura portante e raggiungono le lastre, queste possono rompersi. Le fratture si originano dai punti più deboli della lastra, cioè i bordi e le superfici, per poi propagarsi spezzandole in due o più frammenti.

Un’altra frequente causa di deterioramento riguarda i processi di disgregazione e di progressiva perdita di trasparenza delle lastre, fenomeni che si originano sulle superfici per poi propagarsi. Così come il degrado delle grisaglie, che consiste nella disgregazione, distacco e perdita del disegno dalle superfici delle lastre.

Tutti i vetri sono soggetti a processi di degrado superficiale ma la natura dell’alterazione e la velocità di propagazione sono strettamente legati alla loro composizione chimica e all’ambiente in cui sono conservati. In Italia, grazie ai materiali utilizzati nella loro produzione, il problema della corrosione dei vetri sembra meno diffuso che in nord europa.

Attualmente la rapida evoluzione delle tecniche di indagine e dei materiali utilizzati nel restauro non consentono di definire metodiche di intervento standardizzate. Restauro e conservazione delle vetrate sono tuttora argomenti molto fluidi, aperti a sperimentazione e dibattito.

Generalmente il restauro delle vetrate comprende le seguenti fasi principali:

  1. Ricognizione della vetrata
  2. Fissaggio e consolidamento delle grisaglie, se presenti
  3. Pulitura
  4. Incollaggio delle fratture e integrazione delle lacune
  5. Rimontaggio e stuccatura
  6. Protezione

Il restauro oggi non è più considerato semplice manutenzione funzionale ed estetica della vetrata ma conservazione dell’opera nel rispetto della sua unicità. Come tale esso coinvolge non solo la conoscenza delle tecniche ma anche le metodologia dello storico dell’arte, del restauratore e del ricercatore scientifico.

Una delle maggiori difficoltà nella soluzione dei problemi di conservazione è stabilire un equilibrio ideale fra l’oggetto e l’ambiente per proteggere l’opera dagli agenti atmosferici che sono la causa principale del suo degrado, senza allo stesso tempo creare nuovi problemi. Talvolta infatti le controvetrate possono favorire la creazione di condensa, mentre i vetri protettivi a contatto diretto con il vetro possono determinare danni anche più gravi; per non parlare degli interventi ai complessi sistemi di stuccature, piombi ed ancoraggi.

Da “Il ruolo del Restauratore e la conservazione delle vetrate” di Gianantonio Mecozzi